Nei giorni di sabato 1° ottobre e domenica 2 ottobre 2022 nella bellissima cornice di villa Contarini a Piazzola sul Brenta, paese in provincia di Padova, ha avuto luogo la diciottesima edizione di Caseus ad ingresso libero.
Caseus è un nome di origine latina e significa sostanza di aspetto simile al latte cagliato.
E’ questa infatti una presentazione – esposizione di formaggi d‘eccelenza.
La manifestazione è stata promossa dalla Regione Veneto in collaborazione con i Consorzi dei formaggi Dop del Veneto.
La disposizione è stata curata molto bene. Appena arrivati c’era un “chiosco” nel quale era a disposizione gratuitamente la locandina del percorso “de – gustativo”.
Procedendo verso ovest ci si trovava nel retro della villa dove si era accolti dal grande parco della stessa.
Sul terrapieno ad aspettare le persone si trovava un grosso toro.
E’ normale chiedersi perché un toro se il latte viene prodotto dalle mucche.
Un cartello lo spiegava. Il toro “origina” le mucche e la razza di questo toro è una razza selezionata e con ottima vitalità, resistenza fisica e produzione di latte.
Il percorso continuava fra le bancarelle dove venivano esposti e venduti prodotti della regione come il vino, i liquori, degli amari, dei dolcetti. In un tendone c’era la degustazione di pizza con i formaggi dop.
A fine percorso delle bancarelle c’erano, per la gioia dei bambini, dei cavallini pony molto belli e cicciotelli e dei vitellini.
L’esposizione continuava in una ex barchessa dove faceva bella mostra un’esposizione mercato di formaggi regionali.
Vi assicuro che i formaggi esposti erano veramente molti. Ne cito alcuni: il piave, l’imbriago, l’asiago, il formaggio maturato nel fieno, più formaggi con le spezie. Non mancavano le mozzarelle, le caciotte, i panetti di burro.
L’esposizione terminava con i formaggi nazionali.
Ai produttori, durante questa manifestazione, sono stati assegnati dei premi e questi erano diversi in base al tipo di formaggio portato in gara.
Questa manifestazione, a mio avviso, è una ulteriore prova dell’impegno dei produttori di formaggio, della loro dedizione, del loro lavoro indefesso. La loro attività non conosce i giorni festivi, gli animali hanno bisogno di cure tutti i giorni, per cui tale lavoro con il tempo può divenire pesante considerando il carico di fatica fisica. Nonostante, loro, cioè gli allevatori, sono fieri di esso e non lo cambierebbero con qualche altro. Questo è quello che ho appreso parlando con loro in altre occasioni.
Ogni giorno si adoperano per portare sulle tavole dei consumatori un prodotto di qualità. Cercano di far assaporare con il loro formaggio quel gusto di latte, di montagna, di pascolo, sapori questi, antichi e testimoni silenziosi delle nostre origini.
Questo comporta molta dedizione nel senso che gli animali devono essere nutriti nel giusto modo, assecondare i loro orari e rispettare le loro necessità.
A questo segue il processo di produzione del prodotto e infine la commercializzazione; passaggi questi importanti e tutti da seguire a modo.
Un elogio a loro e un grazie da parte mia.
(Non ho fotografato nulla per il semplice fatto che i visitatori erano molti.
Ho letto sui quotidiani locali il giorno seguente, il numero di essi si aggirava sugli 80.000. Questo a testimonianza che era impossibile riprendere senza riprendere anche le persone. Come potete osservare nelle foto del mio blog non c’è gente fotografata e questo per un mio principio personale di rispetto della riservatezza altrui)