Marostica e la sua ciliegia

Sembra che i Romani abbiano importato la pianta del ciliegio in Italia dai paesi asiatici.
Questa è una pianta robusta che riesce a vivere in montagna adattandosi a climi rigidi.
Si racconta che la pianta è sacra alla dea Venere. Considerata la sua bellezza, la meravigliosa fioritura della quale si riveste nel periodo primaverile e la perfezione dei suoi frutti non può che essere così.
L’ammirare gli alberi ricoperti di petali bianchi è uno degli spettacoli senza uguali che la natura attraverso il ciliegio sa offrirci e donarci.
I petali, purtroppo, rivestono la pianta per un tempo limitato. Se il lor sfiorire priva l’occhio dalla piacevolezza, d’altro canto, questo è simbolo di rinnovamento e trasformazione. Dopo questo passaggio si formerà il frutto meraviglioso e squisito, la ciliegia.
Riporto alcuni proverbi:
“la bontà di una ciliegia tira la bontà di un’altra ciliegia”
“da maggio assaggia le ciliegie e da giugno ce le hai in pugno”
“maggio ciliegiaio”

Non mancano le leggende.
Si racconta che prima di mangiare la prima ciliegia dell’anno si debba esprimere un desiderio e questo si realizzerà a seconda del gusto che il palato attribuirà al frutto; piantare un ciliegio nel proprio giardino o terrazzo porta molta fortuna alla casa a patto di non tagliare mai i suoi rami dalla fioritura alla maturazione del frutto.

L’albero della ciliegia ha anche un santo: san Gerardo Tintore. Si racconta che questo pregava molto e anche di notte si recava al duomo della sua città. Una sera i custodi gli chiesero di ritornare l’indomani perché era molto freddo, era gennaio, ed erano restii a riaprire la chiesa. Gerardo gli pregò che acconsentissero e in dono all’indomani avrebbe portato loro un cestello di ciliegie. Così fu. A commemorazione di questo fatto a lui fu dedicato l’albero e fu nominato patrono del frutto.
 

Nel Veneto sono parecchie le zone dove sono coltivati i frutti di con questo albero.
Uno è Marostica, un paese  a ridosso delle colline della zona pedemontana.
Si dice che la coltivazione risalga verso il 1400.

Si racconta che un podestà della cittadina per celebrare le nozze della figlia fece mettere a dimora tanti alberi e la fioritura di questi fece da scenario al matrimonio.


Nei primi decenni del 1900 venne istituita in questa cittadina una festa in onore al delizioso frutto primaverile. L’evento continua a tutt’oggi e si svolge verso la fine del mese di maggio nella piazza e nel giardino del castello inferiore con la tradizionale mostra mercato e la premiazione del frutto più bello.
Qui i coltivatori, che sono uniti in consorzio, danno foggia alla loro professionalità nei metodi di coltivazione.
Io mi sono recata nel corso degli anni a queste manifestazioni. Assicuro che sono assolutamente da vedere.
Osservare le ciliegie in una corsia di un supermercato e vederle esposte in bella mostra nella piazza del loro paese, ammirare la perfezione di questi frutti, il loro colore, le loro foglie sono momenti di valutazione prettamente diversi che offrono motivi di riflessione.
La ciliegia di Marostica ha marchio IPG, marchio che sta a significare la peculiarità del prodotto coltivato in una specifica area geografica. E’ stata la prima ciliegia del territorio italiano a possedere le caratteristiche che le permettessero di ottenere per l'appunto il marchio di riconoscimento europeo
Per avere tale denominazione il frutto deve essere rotondo, molto sodo e possedere un calibro minimo di 23 millimetri.
Per essere certi di acquistare la ciliegia di Marostica questa deve avere sulla confezione un logo rappresentato da una ciliegia, una torre e una scacchiera.
Il gusto di questa ciliegia è polposo e dolce.
Le varietà più conosciute sono la Sandra e i duroni rossi.
Per l’occasione, i pasticceri della città vendono una crostata appositamente preparata per l’occasione.
 

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