A Riviera del Brenta, precisamente a Villa Loredan a Stra, luogo che si trova nelle vicinanze di Venezia, dal 25 aprile al 28 aprile ha luogo il diciannovesimo weekend strabiologico.
Le attrattive sono parecchie.
Ci sono i cavalli pony che si offrono per il “battesimo in sella” ai bambini, un trenino con partenza ogni mezz’ora per un giro turistico fra le belle ville antiche che adornano il Comune, lo spazio per il trucca – bambini, un laboratorio per i bimbi per provare a fare la pasta, un corso di riconoscimento e raccolta delle erbe delle territorio.
L’attenzione della manifestazione di quest’anno 2019 è rivolta alla pasta.
Uno, fra i molteplici incontri dedicati al tema, parla di: “Storia e storie della pasta in Italia”.
In questo incontro viene raccontata la storia della pasta. Contrariamente a quanto supponevo, pensando che l’invenzione della pasta fosse di origine prettamente italiana sapendo che nell’antica Roma agli imperatori piaceva mangiare quelle che oggi noi chiamiamo lasagna, la pasta è di origine araba.
Gli arabi con acqua e farina preparavano la pasta e poi la facevano seccare all’ombra delle loro ventilate abitazioni. Questa serviva loro come cibo sia nella quotidianità che negli spostamenti nel deserto.
La prima regione d’Italia che venne a contatto e a conoscenza della cultura di questo fu la Sicilia.
La pasta è il piatto della quotidianità. Nel pranzo del mezzogiorno nelle case italiane non manca quasi mai e mai ci si stanca di esso.
Un tempo le donne preparavano la pasta a casa. Facevano tagliatelle, spaghetti, maccheroni.
Con il cambio generazionale in cui le donne non si occupano solamente della casa ma pure di un lavoro extra-domestico questa abitudine è andata in disuso.
Si è iniziato a comperare la pasta, per praticità, dalle aziende che la producono in larga scala.
Durante l’incontro è stata posta l’attenzione su aziende biologiche che coltivano grani antichi e con la farina di questi preparano particolari paste alimentari.
Un’altra particolarità che non conoscevo è questa.
Al nord i ravioli, che sono chiamati anche tortelloni, tortellini a secondo della loro forma, sono fatti con farina di grano tenero mentre al sud con farina di grano duro. Questa diversità è data dalla tipicità della tradizione culinaria.
In un padiglione sono esposte tutte le possibili forme di pasta che si possono pensare con abbinata la ricetta.
Verso sera viene offerto gratuitamente al pubblico un piatto di risi e bisi, simbolo della cultura gastronomica veneziana. Un tempo questo era il piatto tipico assaggiato dal doge durante la festa del santo patrono, San Marco, il 25 aprile, a Venezia.